Le rovine di Castel Gavone con la Torre dei Diamanti dal caratteristico bugnato a punta
Castel Gavone e la Torre dei Diamanti — foto: DiegoBonacina1997 · CC BY-SA 4.0 · Wikimedia Commons

Passeggiando per Finalborgo, basta alzare lo sguardo per accorgersi che il borgo è sorvegliato dall'alto. Sulle colline che lo circondano si vedono i resti di due fortificazioni molto diverse tra loro: Castel Gavone, l'antica residenza fortificata dei marchesi Del Carretto, e il Forte San Giovanni, costruito dagli spagnoli nel Seicento. Raccontano insieme la storia del Marchesato del Finale meglio di qualsiasi libro, e si raggiungono a piedi dal borgo con una camminata breve ma in salita.

Castel Gavone, la casa dei Del Carretto

Castel Gavone sorge su uno sperone roccioso sopra Finalborgo, verso la frazione di Perti. Le sue origini risalgono alla fine del XII secolo, quando i Del Carretto, signori del Finale, vi stabilirono una residenza fortificata; nel 1217 il marchese Enrico II la ampliò e la rafforzò. La storia del castello è fatta di distruzioni e ricostruzioni: nel 1448 la Repubblica di Genova, in guerra con i Del Carretto, lo demolì in parte, e tra il 1451 e il 1452 Giovanni I Del Carretto lo fece ricostruire.

Tra la fine del Quattrocento e il Cinquecento i marchesi lo ampliarono ancora, adattandolo alle nuove esigenze della guerra con le armi da fuoco. È in questa fase che nasce il suo simbolo, la Torre dei Diamanti, aggiunta attorno al 1490: una torre dalla pianta particolare, pensata per resistere ai colpi d'artiglieria provenienti dal versante del mare e interamente rivestita di bugne a punta di diamante. Quando la luce del pomeriggio la colpisce di lato, la superficie si accende di ombre e si capisce perché sia diventata uno dei monumenti più riconoscibili del Finalese.

Dagli spagnoli alla demolizione genovese

Con il passaggio del Marchesato alla Spagna, all'inizio del Seicento, le fortificazioni del Finale assunsero un'importanza nuova: questo era lo sbocco al mare dei domini spagnoli in Lombardia, e andava difeso. Nel 1674 lavori diretti dall'ingegnere militare Gaspare Beretta intervennero anche su Castel Gavone, tagliando uno sperone di roccia sul lato nord e rafforzando la base della cinta esterna. Il suo nome è rimasto alla Strada Beretta, la via che oggi porta al castello.

La fine arrivò con il passaggio del Marchesato a Genova: nel 1715 gli ingegneri genovesi demolirono di nuovo il castello, che da allora non ebbe più funzione militare. Rimasto in rovina per secoli, il 29 dicembre 1989 è stato donato al Comune di Finale Ligure, che ne ha avviato il restauro conservativo. Oggi le rovine restaurate si possono visitare: giorni e orari di apertura cambiano con le stagioni e vanno verificati sui canali ufficiali del Comune prima di salire.

Il Forte San Giovanni

Più in basso, sul pendio tra il castello e il borgo, si trova il Forte San Giovanni, chiamato anche Castel San Giovanni. Fu costruito dagli spagnoli negli anni Quaranta del Seicento proprio per impedire che un nemico potesse piazzare l'artiglieria sulle alture e colpire Finalborgo dall'alto. È un'opera militare di tutt'altro stile rispetto al castello medievale: bastioni, muraglie spesse, linee pensate per la difesa moderna. Dalla sua posizione si domina il borgo e lo sguardo arriva fino al mare. Anche in questo caso, prima di andare controllate se e quando è aperto alle visite.

Consigli per la salita

Dalla casa, a Finalpia, Finalborgo dista circa 2-3 km: in auto sono pochi minuti, e da lì si prosegue a piedi. Qualche suggerimento pratico:

  • La salita è breve ma ripida e in parte su fondo sconnesso: servono scarpe con una buona suola, non infradito.
  • In estate evitate le ore centrali, perché il versante è esposto; il tardo pomeriggio regala anche la luce migliore sulla Torre dei Diamanti.
  • Portate acqua: lungo il percorso non contate su punti di ristoro.
  • Con bambini piccoli valutate bene il dislivello; per i più grandi, invece, un castello con una torre «a diamanti» è di solito un ottimo argomento.

Unite la visita a un giro tra i vicoli di Finalborgo e, se vi incuriosisce la storia più antica di questo territorio, al Museo Archeologico del Finale nei chiostri di Santa Caterina. Per chi ama camminare, i sentieri dell'entroterra cominciano proprio da queste colline: ne parliamo in Finale outdoor.

Il mare a 300 metri da casa

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