Le pareti calcaree e i boschi dell'entroterra finalese visti da una falesia
Le falesie di Bric Scimarco, I Frati e Superpancia nell'entroterra di Finale — foto: Accolturato · CC BY-SA 4.0 · Wikimedia Commons

Molti arrivano a Finale Ligure per il mare e scoprono solo dopo qualche giorno che alle spalle delle spiagge c'è un mondo diverso. Bastano pochi chilometri verso l'interno per trovarsi tra pareti di roccia chiara, boschi e altopiani attraversati da sentieri e antiche strade. È qui che Finale si è costruita, nel corso degli ultimi decenni, una fama internazionale tra arrampicatori, biker ed escursionisti. Non serve essere atleti per goderne: basta scegliere l'attività giusta e affrontarla con un po' di buon senso.

La pietra di Finale

Tutto parte dalla roccia. La pietra di Finale è un calcare di origine marina che affiora in pareti, torri e altopiani in tutto l'entroterra. Per secoli è stata usata come materiale da costruzione: la ritrovate nel campanile dell'abbazia di Finalpia, nelle colonne dei chiostri, nei portali dei borghi. Le stesse caratteristiche che la rendevano preziosa per gli scalpellini la rendono ideale per l'arrampicata: è ricca di buchi, gocce e appigli, con una varietà di forme che regala vie molto diverse anche a pochi metri di distanza.

L'arrampicata: una storia lunga mezzo secolo

Tra la fine degli anni Sessanta e la fine degli anni Ottanta Finale è stata uno dei luoghi d'Europa in cui l'arrampicata si è trasformata da appendice dell'alpinismo a sport a sé. Dopo una prima fase esplorativa, con vie aperte in stile tradizionale, gli scalatori hanno cominciato ad attrezzare in anticipo gli itinerari per cercare difficoltà sempre maggiori. Oggi le vie attrezzate nel Finalese sono più di quattromila, distribuite su moltissime falesie, dalle più accessibili ad alcune tra le più difficili d'Italia. Tra i nomi che ricorrono più spesso ci sono la Rocca di Perti, il Monte Cucco e le pareti di Bric Scimarco, I Frati e Superpancia che vedete nella foto.

Se non avete mai arrampicato, non improvvisate: rivolgetevi a una guida alpina abilitata o a una scuola riconosciuta, che forniscono l'attrezzatura e scelgono le pareti adatte al vostro livello. Chi è già esperto troverà guide aggiornate sui vari settori. In ogni caso il casco è indispensabile, anche per chi fa sicura alla base delle pareti, dove possono cadere sassi.

Mountain bike: i sentieri del Finalese

Negli ultimi vent'anni Finale è diventata anche una meta di riferimento per la mountain bike, in particolare per l'enduro. L'entroterra è attraversato da una fitta rete di sentieri che scendono dagli altopiani verso il mare, e la cittadina ha ospitato gare di livello internazionale, tra cui l'Enduro World Series. Ogni anno, l'ultimo fine settimana di maggio, l'altopiano delle Manie ospita la 24 Ore di Finale, nata nel 2004 come prima gara italiana di mountain bike sulle 24 ore: date e regolamento vanno sempre verificati sui canali ufficiali degli organizzatori.

Qualche consiglio prudente: scegliete percorsi adatti alla vostra preparazione tecnica, perché molte discese sono impegnative; informatevi sullo stato dei sentieri, che possono essere chiusi dopo piogge intense o per lavori; ricordate che si condividono con gli escursionisti, ai quali va lasciata la precedenza; rispettate le proprietà private e le colture che i sentieri attraversano.

Trekking: dall'altopiano al mare

Per chi preferisce camminare, il Finalese offre itinerari per tutti. L'altopiano delle Manie, sopra Finalpia e Varigotti, è percorso da strade sterrate e sentieri facili tra ulivi e macchia mediterranea, e conserva tracce dell'antica via Iulia Augusta con i ponti romani della Val Ponci: li raccontiamo in Altopiano delle Manie e i ponti romani della Val Ponci. Sulla costa, il Sentiero del Pellegrino collega Varigotti a Noli con viste spettacolari, mentre dalle colline di Finalborgo si sale verso Castel Gavone e Perti.

Quando andare e cosa portare

Le stagioni migliori sono la primavera e l'autunno, ma il clima mite rende l'entroterra frequentabile anche d'inverno, quando le pareti esposte al sole sono piacevolissime: ne parliamo in Finale Ligure in autunno e inverno. In piena estate, invece, uscite all'alba o nel tardo pomeriggio e fate molta attenzione al rischio di incendi. Portate sempre acqua in abbondanza, protezione solare e una mappa scaricata sul telefono, e comunicate a qualcuno il vostro itinerario. Al rientro, Casa Conti Vacca a Finalpia offre parcheggio gratuito, una lavatrice per l'abbigliamento tecnico e il mare a 300 metri per sciogliere i muscoli.

Il mare a 300 metri da casa

Casa Conti Vacca è un appartamento climatizzato a Finalpia, Finale Ligure, a 300 metri dalla spiaggia: camera matrimoniale, seconda camera con letto a castello, letto singolo ed estraibile, doppi servizi, cucina abitabile e tre balconi. Fino a 6 ospiti.