Filari di vigneto nella piana di Ortovero, con le colline del Ponente sullo sfondo
Vigneti a Ortovero, entroterra di Albenga — foto: Al*from*Lig · CC BY-SA 4.0 · Wikimedia Commons

La Liguria è una terra stretta tra le montagne e il mare, e i suoi vigneti lo raccontano bene: piccoli appezzamenti, spesso su terrazzamenti sostenuti da muretti a secco, oppure nelle poche piane alluvionali dell'entroterra. Le quantità prodotte sono contenute, ma i vini hanno un carattere riconoscibile, segnato dalla luce, dal vento e dalla vicinanza del mare. Se soggiornate a Finale Ligure, la Riviera di Ponente vi offre l'occasione di scoprirli dove nascono.

La denominazione Riviera Ligure di Ponente

La maggior parte dei vini della zona porta il nome della DOC Riviera Ligure di Ponente, che copre la parte occidentale della regione. All'interno della denominazione esistono alcune sottozone che indicano un'area di produzione più precisa: tra queste l'Albenganese, la Riviera dei Fiori e proprio il Finalese, il territorio intorno a Finale Ligure. In etichetta, accanto al nome della DOC, trovate quasi sempre il vitigno: Pigato, Vermentino, Rossese. Esistono poi sottozone dedicate a vini particolari, come la Granaccia di Quiliano.

Pigato e Vermentino, i due bianchi più noti

Il Pigato è il bianco simbolo del Ponente, legato in particolare alla piana di Albenga e alle valli che la circondano. Il nome viene spesso collegato alle piccole macchie, le pighe, che compaiono sugli acini maturi. È un vino di buona struttura, profumato, con note che ricordano le erbe aromatiche e una chiusura sapida, a volte leggermente amarognola.

Il Vermentino è diffuso lungo tutta la costa ligure e oltre, dalla Toscana alla Sardegna. Nella versione del Ponente tende a essere fresco e fragrante, con profumi di fiori bianchi e agrumi. Pigato e Vermentino sono parenti molto stretti: gli studi genetici li indicano come varietà vicinissime, secondo molti esperti addirittura la stessa, ma il territorio e la tradizione li hanno resi due vini con un'identità propria. Assaggiarli fianco a fianco è il modo migliore per accorgersi delle differenze.

Tra i rossi della zona il più conosciuto è il Rossese, leggero e profumato, che si abbina bene anche ai piatti di pesce più saporiti.

La Lumassina, il bianco del Finalese

Se c'è un vitigno che appartiene davvero a questo angolo di Liguria è la Lumassina. Si coltiva nella provincia di Savona, soprattutto nell'entroterra di Noli e di Finale Ligure, e in particolare intorno a Varigotti, dove viene chiamata con il nome dialettale di Mataòssu. Non rientra nella DOC Riviera Ligure di Ponente: i vini che ne derivano sono generalmente imbottigliati come IGT Colline Savonesi.

La Lumassina dà un bianco secco, fresco, di gradazione spesso contenuta, con una nota acidula che lo rende piacevole d'estate. Ne esistono versioni ferme e versioni leggermente frizzanti. È il compagno naturale delle preparazioni più semplici della cucina locale: le acciughe, le verdure ripiene, le torte di verdura, la farinata. Se passate da Varigotti, tenete d'occhio le etichette che citano il Mataòssu: è un modo per assaggiare un vino che difficilmente troverete lontano da qui.

Come scoprirli, con buon senso

Il modo più piacevole per conoscere questi vini è assaggiarli nel loro contesto: con un piatto di cucina ligure, in un'enoteca del centro o direttamente in cantina. Molte aziende del Ponente accolgono i visitatori su prenotazione; vi consigliamo di contattarle in anticipo per conoscere modalità e disponibilità, perché le realtà sono spesso piccole e a conduzione familiare. Alcuni suggerimenti pratici:

  • se visitate le cantine dell'entroterra, organizzatevi in modo che chi guida non beva;
  • la piana di Albenga, terra del Pigato, si trova a circa 20 km da Finalpia;
  • una bottiglia di Lumassina o di Pigato è un ricordo di viaggio più autentico di molti souvenir;
  • per l'abbinamento con focaccia e farinata leggete anche il nostro articolo sui sapori del Ponente.

Tornati a casa dopo una giornata al mare, la cucina attrezzata dell'appartamento e i tre balconi sono il posto ideale per stappare con calma una bottiglia del territorio. Ricordate soltanto di bere con moderazione: il vino ligure si apprezza meglio a piccoli sorsi, insieme al cibo e alla compagnia giusta.

Il mare a 300 metri da casa

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